La ginnastica ipopressiva è considerata un vero e proprio metodo riabilitativo ed è stata creata dal dottor Marcel Caufriez nei primi anni 90 dopo accurati studi di natura neurofisiologica e numerosi test clinici. Grazie ad una serie di esercizi posturali ordinati, ritmici e progressivi vengono attivate risposte motorie sia dei muscoli respiratori che di quelli posturali che del sistema neurovegetativo.

Attraverso una serie di movimenti come l’autoallungamento, la proiezione in avanti del proprio asse di gravità,

lo stiramento con allontanamento delle articolazioni delle spalle, l’apertura della gabbia toracica e delle coste e

la momentanea apnea respiratoria, si arriva ad una riduzione della pressione sul torace, ad un allungamento con stiramento del diaframma con conseguente riduzione della pressione addominale e attivazione dei tessuti connettivali e muscolari del pavimento pelvico.

 

La ginnastica ipopressiva serve a dare maggiore tonicità alla fascia addominale, aiuta a prevenire e ridurre eventuali problematiche legate all’incontinenza urinaria, alla statica pelvica causate da prolassi viscerali o alla postura rendendo in alcuni casi migliore il rendimento nello sport.
La ginnastica di GAH, o ipopressiva, consente di migliorare la tonicità dell’addome normalizzando le eventuali tensioni muscolari e migliorandone la resistenza.
Questa ginnastica aiuta anche a rendere più tonico il pavimento pelvico (aumento del 58%) diminuendo dell’8%

la circonferenza del girovita.

 

Moltissime sono le applicazioni della GAH e delle tecniche ipopressive, dalle donne in puerperio che hanno bisogno di recuperare al meglio la funzionalità del pavimento pelvico a chi soffre di incontinenza da sforzo, prolassi genitali e beanza vulvare.

 

La ginnastica ipopressiva può essere praticata dal quarto all’ottavo mese di puerperio, poiché nel primo periodo è necessario dare la priorità alla cura del neonato, alla lattazione e al risposo. Per quel che riguarda le pazienti ginecologiche il trattamento può iniziare in base ai sintomi e al desiderio di prevenzione.

 

Ogni seduta dura 1 ora.
La durata del trattamento varia a seconda della capacità della paziente di memorizzare le posture e di coordinare la respirazione seguendo le indicazioni dell’operatore. In alcuni casi potrebbero essere necessari tra i 2 e i 3 mesi.

Una volta acquisita la tecnica la paziente continuerà il trattamento nel proprio domicilio venti minuti al giorno

circa per 6 mesi.

 

 

Nella prima fase del trattamento, in cui la paziente memorizza gli esercizi, la frequenza delle sedute è settimanale.

È controindicata se la paziente soffre di ipertensione o è in stato di gravidanza.

In tutti gli altri casi non esistono particolari controindicazioni.

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